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Il caso Hedges e la solitudine degli accademici Le relazioni diplomatiche tra Regno Unito ed Emirati Arabi potrebbero non essere più le stesse

Alle finestre di qualche municipio, su qualche terrazza, sventolano ancora le bandiere gialle di Amnesty che chiamano a gran voce la verità per Giulio Regeni. Una ferita ancora aperta per noi italiani, che ad oggi non sappiamo davvero cosa sia successo a Giulio, solo tra le strade del Cairo.

Gli accademici del mondo, determinati a servire la conoscenza, si muovono senza paura in contesti che molto spesso li portano a rischiare la vita. Una storia più a lieto fine della nostra è però quella di Matthew Hedges, dottorando alla Durham University, che ha potuto finalmente riabbracciare la moglie nei giorni scorsi.

La sua ricerca lo ha portato negli Emirati lo scorso maggio, per analizzare il contesto di sicurezza nel Golfo, in particolare in relazione alle cosiddette primavere arabe. Qui, però, è stato arrestato e condannato in seguito alle accuse di spionaggio per conto dei servizi segreti. Accuse che il governo britannico nega categoricamente, mentre la controparte mostra un video di confessione a supporto della propria tesi e concede il perdono proprio nel giorno di festa nazionale, a sottolineare la magnanimità della corona.

Al di là del lieto fine, il caso Hedges avrà delle conseguenze diplomatiche importanti. Gli equilibri relazionali fra i due paesi sono già incrinati a causa della posizione sul conflitto yemenita: gli Emirati, senza alcun dubbio, supportano la posizione Saudita, che però è vista come responsabile della grave crisi umanitaria in corso in Yemen, sia da parte dei britannici che da molti altri governi occidentali. Senza contare che l’Arabia Saudita è nell’occhio del ciclone anche per l’affare Khashoggi.

Proprio a causa di queste tensioni, come ha dichiarato a numerosi quotidiani inglesi la moglie di Hedges, il Foreign & Commonwealth Office ha provato la via di risoluzione più delicata, senza grandi reclami ma piuttosto molto dialogo a porte chiuse per negoziare la liberazione e il perdono dell’accademico inglese. In questo contesto, però, chi potrebbe davvero beneficiare delle tensioni è il grande nemico saudita, il Qatar: dopo l’embargo dello scorso anno, l’isolamento del piccolo paese del Golfo potrebbe attenuarsi, se le relazioni tra gli Emirati, e di conseguenza i partner sauditi, e i paesi occidentali dovessero tendersi ulteriormente.

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