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Icerd: il diniego malesiano Il governo malese non ratifica la convenzione ONU sull’eliminazione della discriminazione razziale

Il governo del Pakatan Harapan non ratificherà l’ICERD”. Così si apre il comunicato dell’entourage del primo ministro malese Mahathir Bin Mohamed, trap

elato il 23 novembre tramite la stampa nazionale. La decisione arriva dopo un intenso dibattito interno al

 Paese, nato successivamente al discorso tenuto lo scorso settembre da Mahathir all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel quale il Primo Ministro garantiva la ratifica delle rimanenti convenzioni ONU in materia di diritti umani.

L’ICERD (International Convention on the Elimination of All Forms of Racial Discrimination) ha come obiettivo quello di condurre i firmatari ad impegnarsi nell’evitare qualsiasi forma di discriminazione razziale e nel dialogo tra le diverse entità etno-culturali presenti nel Paese al fine di raggiungere la parità dei diritti.

Determinante ai fini del diniego è stata l’opposizione delle organizzazioni musulmane malay, timorose che la ratifica potesse ‘diluire’ i diritti garantiti loro dalla costituzione in nome dei principi di supremazia musulmana e malay. Difatti, in seguito all’indipendenza dal dominio britannico (1957), la disputa “razziale”, culminata nel sanguinoso scontro del 13 maggio 1969 a Kuala Lumpur indusse  i leader dei diversi gruppi etnici presenti all’interno del Paese – malay (60%) indiani (7%)  e cinesi (23%) – a sottoscrivere un “contratto sociale suggellato dalla Costituzione Federale. In esso, la ripartizione di diritti e privilegi, ad esempio quelli concernenti la sfera lavorativa ed educativa, risulta essere appannaggio della maggioritaria etnia malay.“Il governo continuerà a difendere la Costituzione Federale nella quale è compreso il contratto sociale” recita ancora il comunicato governativo.

La ratifica dell’ICERD richiederebbe, dunque, la modifica della Costituzione malese, raggiungibile esclusivamente tramite l’approvazione dei ⅔ del Parlamento e con delibera dei membri di governo. “Credo sia quasi impossibile al momento per noi ottenere una maggioranza dei ⅔”, spiega il Primo Ministro. Al momento, infatti, i due maggiori partiti all’opposizione,  l’Organizzazione Nazionale dei Malesi Uniti (UMSO) ed il Partito islamista Se-Malaysia (PAS), sono fermamente contrari alla modifica della Costituzione; ulteriori passi in avanti da parte della Malesia verso la parità dei diritti dei propri cittadini sembrano a questo punto rimandati a data da definire.

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