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Fervore a Buenos Aires L’Argentina si prepara al G20 di venerdì 30 novembre e sabato 1 dicembre

Buenos Aires ospiterà questo venerdì e sabato il tredicesimo G20.

In questa occasione, le autorità argentine dovranno risolvere diversi problemi, tra cui la messa in sicurezza della Capitale; secondo le previsioni, infatti, dei cortei di protesta inizieranno la sera del giovedì e non finiranno prima di domenica.

È stato perciò ordinato che i negozi rimangano serrati durante tutta la durata del G20 e che i distretti commerciali centrali vengano chiusi al pubblico: l’Amministrazione non ha trovato altro e misure per far fronte ai manifestanti. Il Ministro della Sicurezza nazionale, Patricia Bullrich, in un’intervista televisiva, ha consigliato ai cittadini di Buenos Aires, di approfittare del weekend lungo per farsi una vacanza fuori dalla città con la famiglia; aggiungendo poi che Buenos Aires è pronta ad assicurare la pace con 22.000 unità tra ufficiali di polizia e altre forze di pubblica sicurezza.

Ma questo fine settimana vedrà contrapposti anche diversi poteri, come quello giudiziario e quello politico. Il 28 novembre, infatti, un procuratore argentino ha domandato formalmente chiarimenti all’Arabia Saudita e allo Yemen; a seguito della denuncia sporta lunedì 19 novembre dalla ONG Human Rights Watch (HRW), che accusa il principe Mohammed bin Salman dell’omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi. Potrebbe essere il primo passo per procedere penalmente in Argentina contro il principe saudita, applicando il principio di giurisdizione universale. Il procuratore ha inoltre chiesto alla Cancelleria argentina di specificare lo status di Salman, come previsto dalla Convenzione di Vienna sui diplomatici del 1963.

Il figlio del re Salman era giunto a Buenos Aires poco prima, la mattina del 28 novembre, primo tra tutti i leader del G20. Eppure, a causa dei tempi della domanda del processo giudiziale, sembra che non sarà arrestato: le autorità diplomatiche locali hanno assicurato che ci vorranno 48 ore per rispondere all’appello del procuratore. Nel frattempo il principe ereditario è stato trasportato nella sede dell’ambasciata del suo Paese in Buenos Aires, dove, poco dopo, tutte le finestre sono state serrate.

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