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Africa: 7 giorni in 300 parole

CHAD

28 novembre. In occasione della visita del presidente Idriss Deby in Israele, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato che “visiterà, a sua volta, lo Stato africano”. Tale incontro ha rappresentato la prima occasione, per i due leader politici, di reciproco impegno in una visita ufficiale, da quando i due Paesi hanno interrotto le proprie relazioni diplomatiche nel 1972, a causa del mancato riconoscimento da parte del Chad dello Stato di Israele e del riconoscimento concesso all’Autorità Nazionale Palestinese.

KENYA

27 novembre. La prima conferenza globale sull’economia blu, riguardante le risorse ittiche, si è aperta a Nairobi, con la partecipazione di circa 18 mila persone. L’obiettivo del forum è quello di confrontarsi sulle possibili attività da implementare per rendere sostenibile questo tipo di industria. Attenzione particolare è stata rivolta ai Paesi in via di sviluppo, che trovano sostegno nello stesso presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta.

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

27 novembre. Le elezioni che si terranno nel Paese il prossimo 23 dicembre potrebbero rappresentare il primo passaggio di poteri democratico nella storia della RDC. Il Consiglio di Pace e Sicurezza dell’Unione Africana ha, dunque, esortato l’Unione Europea ad annullare le sanzioni applicate nei confronti del candidato scelto da Kabila per la successione, nel timore che queste misure possano spingere il Presidente uscente a non abdicare al potere, che detiene dal 2001.

SUD SUDAN

23 novembre. Come conseguenza diretta del ritorno della stabilità nel Paese, a seguito della conclusione del conflitto, nei prossimi mesi il Sud Sudan dovrà far fronte al ritorno in patria di almeno 3 milioni di profughi, secondo quanto affermato dal ministro per gli Affari Umanitari Hussein Mar Nyout. La questione dei profughi è legata a quella degli aiuti umanitari necessari a favorire il loro reintegro, che il Ministro stima essere circa 1.5 miliardi di dollari, con appello a donatori internazionali e agenzie ONU.

TANZANIA

26 novembre. Il leader del principale partito di opposizione della Tanzania, Chadema, è stato arrestato, con una collega, con l’accusa di non essersi presentato in tribunale per 2 volte. Al politico è stato contestato il reato di proteste illegali. Il Segretario generale del partito ha protestato contro l’arresto, affermando che, ai suoi colleghi, “sia stato negato il rilascio dietro cauzione” e che, dunque, i due imputati non siano nella condizione di difendersi dalle accuse in modo appropriato.

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