Segretario                                 logo                                 Folco

Home     Redazione     Msoi Torino     Archivio



La fuga dell’ex Primo Ministro macedone Nikola Gruevski ha chiesto asilo politico in Ungheria

Il 9 novembre alla prigione di Shuto Orizari era atteso l’ex primo ministro della Macedonia Nikola Gruevski, il quale avrebbe dovuto iniziare a scontare una pena di 2 anni di carcere. Gruevski non si è presentato, facendo perdere le sue tracce.

Gruevski è stato Primo Ministro macedone dal 2006 al 2016 e capo del Partito Democratico per l’unità nazionale (Vmro-Dpmne), il più importante partito di centrodestra del Paese. Nel 2016 ha dovuto dare le dimissioni a causa di una crisi politica che ha visto come protagonisti lui e il suo partito. A maggio è giunta la condanna per aver convinto, nel 2012, il ministro dell’Interno, Jankulovska, ad acquistare per suo uso personale un’auto con 600.000€ di fondi statali. Il 9 novembre, Gruevski ha perso in appello.

Dopo diversi giorni di ricerca, Gruevski ha fatto sapere di trovarsi a Budapest per chiedere asilo politico al presidente ungherese Orbán. Un dirigente di Fidesz, il partito di Orban, ha motivato l’accoglienza di Gruevski dichiarando che è stato minacciato di morte dall’attuale governo macedone. Orbán si è trovato costretto a prendere una decisione complicata: se avesse accettato la richiesta d’asilo, avrebbe potuto incrinare ulteriormente i rapporti con l’Unione Europea; se non lo avesse accolto, però, avrebbe perso un importante alleato politico. Il 20 novembre l’Ungheria ha accettato la richiesta di Gruevski.

Una questione che rimane ancora aperta è come il fuggitivo abbia raggiunto l’Ungheria. Secondo la polizia albanese Gruevski ha attraversato il confine tra Albania e Montenegro a bordo di un’auto dell’ambasciata ungherese. Ma l’Ungheria dichiara di non averlo aiutato a scappare. Sono in corso delle indagini per capire se l’ex Primo Ministro avesse dei complici.

Questa vicenda s’inserisce in una situazione già complessa per il Paese balcanico. Il 19 ottobre, il Parlamento di Skopje ha approvato la mozione per avviare l’iter parlamentare per la riforma della Costituzione volta a modificare il nome del Paese: Repubblica della Macedonia del Nord, in accordo con quanto previsto dall’accordo Prespa, siglato il 17 giugno dal premier macedone Zaev e da quello greco Tsipras. Per aprire la procedura era necessario un voto favorevole dei due-terzi dei deputati, soglia raggiunta grazie al sostegno di 8 parlamentari dell’opposizone. Quella del 19 ottobre è stata considerata una giornata storica: la Macedonia ha fatto un passo verso l’integrazione europea e atlantica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *