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L’ex presidente Garcia chiede asilo diplomatico in Uruguay Le inchieste sulla Odebrecht continuano a travolgere la classe politica peruviana

L’operazione Lava Jato, iniziata nel 2014 in Brasile dalla polizia federale, ha portato alla luce uno dei più grossi casi di corruzione all’interno di tutta l’America Latina; in particolare, le indagini sulla società edile brasiliana Odebrecht hanno rivelato una vastissima rete di contatti e tangenti, travolgendo alcune delle più importanti cariche dei vari Stati del Sud America.

Tra i Paesi più colpiti dallo scandalo della Odebrecht c’è sicuramente il Perù; la società ha infatti ammesso di aver interagito in modo illecito con i vari governi peruviani che si sono succeduti tra il 2005 ed il 2014, arrivando a pagare circa 29 milioni di tangenti in cambio di contratti e appalti; gli ex presidenti Pedro Pablo Kuczynski, Alejandro Toledo e Ollanta Humala sono stati tutti e tre indagati e gli ultimi due condannati a pene detentive.

Anche Alan García Pérez, presidente del Perù per due mandati (1985-1990, 2006-2011), è finito sotto processo per presunta corruzione; è infatti accusato di aver ricevuto dei pagamenti illeciti per affidare alla Odebrecht la realizzazione di un’importante linea metropolitana a Lima. García ha fermamente negato l’accusa, dichiarandosi innocente e sostenendo che le indagini contro di lui siano di mera natura politica. “Le indagini devono essere fatte senza odio e senza umiliazioni” ha scritto l’ex Presidente su Twitter.

Sabato 17 dicembre un tribunale peruviano ha emesso un’ordinanza con la quale ha vietato a García di lasciare il Perù per i prossimi 18 mesi, proprio per consentire un corretto svolgimento delle indagini. La stessa sera, questi si è recato presso la residenza dell’ambasciatore uruguaiano a Lima per richiedere asilo diplomatico in Uruguay.

La vicenda ha provocato diverse reazioni; il partito Peruanos Por el Kambio (PPK) ha duramente criticato il comportamento di García: “In Perù non esiste la persecuzione politica; esiste una crociata contro la corruzione”.

Con una nota diplomatica consegnata al governo dell’Uruguay, il viceministro peruviano degli Esteri Hugo de Zela ha ribadito che in Perù “prevalgono la democrazia, lo Stato di diritto e la separazione dei poteri” e che “il Pubblico Ministero e la magistratura hanno piena autonomia e indipendenza per l’esercizio delle loro funzioni”.