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La candidatura di Pelosi a speaker della Camera è a rischio Sedici deputati Democratici hanno firmato una lettera contro la sua nomina

La storica leader del Partito Democratico alla Camera Nancy Pelosi potrebbe non essere riconfermata. Infatti, 16 deputati del suo partito hanno pubblicato una lettera in cui annunciano di non sostenerla nella sua candidatura a Speaker. È la massima carica di questo ramo del Congresso e costituisce la terza carica dello Stato, secondo la Costituzione. Attualmente, il ruolo è ricoperto dal deputato Repubblicano Paul Ryan, che ha ricoperto tale ruolo dalle elezioni del 2016.

Nancy Pelosi è una politica di grande esperienza, ha 78 anni ed è italo-americana. È la leader dei Democratici alla Camera da 16 anni: quando il suo partito era in minoranza, è stata capogruppo e quando in maggioranza, ha ricoperto appunto la carica di Speaker; diventando tra l’altro la donna che ha raggiunto il livello più alto di sempre nelle istituzioni federali. Quella di Speaker è una figura che rappresenta indubbiamente uno dei massimi ruoli per il proprio partito; assume, poi, un’importanza ancor più centrale se si trova all’opposizione rispetto al Presidente in carica, proprio come adesso.

Dopo le elezioni di midterm, che hanno portato i Democratici alla maggioranza alla Camera, si considerava la sua nomina come molto probabile. Ma, ora, potrebbe non raggiungere la maggioranza semplice dell’assemblea, necessaria per la sua elezione. La soglia è fissata infatti a 218 voti e i Dem al momento contano 232 seggi. Tolti, quindi, questi 16 deputati, l’obbiettivo per lei non sarebbe matematicamente raggiungibile; bisogna poi considerare che CNN calcola, secondo le sue fonti, ben 24 potenziali deputati contrari tra le fila del partito, mentre altri sono pronti ad astenersi.

Questo gruppo di rappresentanti, deciso a votare contro di lei il 3 gennaio, quando la Camera dovrà rinnovare la sua Presidenza, è a favore di un cambio ai vertici del partito. Considerano, infatti, queste elezioni di midterm come un chiaro segno per imprimere una svolta e un rinnovamento interno, a cominciare proprio dai suoi livelli più alti.

Quella di Pelosi è sempre stata però una figura di mediazione al Congresso; in molti, infatti, la considererebbero ancora in grado di evitare lo scontro aperti tra gli schieramenti, oggi polarizzati su numerose questioni aspramente divisive. A favore della sua candidatura, inoltre, vi è l’assoluta mancanza, a oggi, di alternative nel partito.

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