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Francia, i “Gilet Gialli” contro il Governo I manifestanti si scagliano contro l'aumento dei prezzi dei carburanti

I “gilet gialli” hanno paralizzato il traffico francese sabato 17 novembre, in una mobilitazione senza precedenti volta a protestare contro l’aumento dei prezzi dei carburanti voluto dal governo.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, sono stati contati quasi 300.000 manifestanti, distribuiti su oltre 2.000 siti. A Parigi il corteo si è avvicinato anche all’Eliseo, dove la polizia ha usato i gas lacrimogeni.

Domenica i “gilet gialli (il cui nome deriva dal giubbotto catarifrangente in dotazione ad ogni veicolo) si sono riuniti di nuovo e – anche se erano meno numerosi rispetto al giorno precedente – sono riusciti comunque a bloccare le strade di diverse regioni del paese.

Nella maggior parte dei casi non ci sono stati gravi incidenti, ma il bilancio finale dei due giorni di proteste è di un morto e di 400 feriti circa, dei quali 14 si trovano in condizioni serie (e tra loro ci sono anche poliziotti). Tenendo presente la specificità del movimento, nato spontaneamente sui social network e poco strutturato a livello nazionale, senza leader né affiliazioni partitiche, esso è definibile come una vera e propria jacquerie.

Oltre all’aumento della benzina e del gasolio, il Governo si era anche mosso per abbassare i limiti di velocità, aumentare i dispositivi per controllarne il rispetto e introdurre incentivi per le auto elettriche o ibride. Dopo un anno in cui il prezzo del gasolio è salito del 23 per cento e quello della benzina del 15 per cento, il Governo francese ha deciso di introdurre dal gennaio 2019 ulteriori tasse. Il prezzo del gasolio lieviterà quindi di 6,5 centesimi al litro e quello della benzina di 2,9: è questo, a detta del Primo Ministro Édouard Philippe e del Ministro per la transizione ecologica François De Rugy, il primo passo verso una conversione ecologica.

I manifestanti denunciano però i rincari che andrebbero a pesare su chi già ha una situazione economica difficile e il fatto che in pochi potrebbero comprare una auto nuova, elettrica o ibrida, perché il prezzo è ancora troppo elevato. “Nel 2017, di fronte al popolo francese, il Presidente della Repubblica si è impegnato in una direzione ben precisa – ha replicato domenica sera su France 2 il Primo Ministro – Quindi ribadisco che il Governo proseguirà in questa direzione senza fare passi indietro”.

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