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Europa: 7 giorni in 300 parole

AUSTRIA

19 novembre. George Soros, filantropo fondatore della Central European University di Budapest, ha incontrato il cancelliere austriaco Sebastian Kurz per discutere del trasferimento dell’ateneo dall’Ungheria a Vienna. L’Università è costretta a spostarsi a causa delle pressioni messe in atto dal governo ungherese di Viktor Orbán, ostile nei confronti delle attività di promozione di diritti umani operate da Soros.

FRANCIA

17 novembre. Circa 290 mila persone hanno manifestato in tutto il Paese contro i rincari della benzina voluti dal governo del presidente Emmanuel Macron. I manifestanti hanno ostacolato e bloccato la circolazione su strade, superstrade e autostrade e sono stati definiti “gilet gialli”, a causa dei giubbotti catarifrangenti indossati durante la manifestazione. Le proteste hanno causato 2 morti e molti feriti.

GRECIA

17 novembre. In occasione dell’anniversario della rivolta studentesca del 1973 contro il regime dei Colonnelli, ad Atene e Salonicco si sono verificati duri scontri tra la polizia e un gruppo di 300 persone. I manifestanti hanno eretto barricate e lanciato bombe incendiarie contro le forze dell’ordine. Invece, la marcia di 15 mila persone terminata davanti dell’Ambasciata degli Stati Uniti si è svolta pacificamente. 6000, i poliziotti impiegati durante la giornata di manifestazioni.

ITALIA

21 novembre. La Commissione europea ha definitivamente rigettato il Documento Programmatico di Bilancio presentato dal governo italiano. Alla base della bocciatura vi sarebbe il mancato rispetto delle regole di bilancio, in particolare della raccomandazione dell’Ecofin risalente allo scorso 13 luglio. Per tali motivi sarà avviata, contro l’Italia, una procedura per “deficit eccessivo”.

MALTA

19 novembre. Il quotidiano Times of Malta ha rivelato che gli investigatori impegnati nelle indagini, avrebbero identificato “più di duecittadini maltesi come possibili mandanti dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia. Nessun nome, tuttavia, sarebbe stato rivelato.

REGNO UNITO

16 novembre. Dopo le dimissioni di due ministri e due sottosegretari, a seguito dell’accordo raggiunto con Bruxelles, sono stati nominati i nuovi successori. Stephen Barclay prenderà il posto di Dominic Raab in qualità di ministro per la Brexit e Amber Rudd sarà il nuovo ministro del Lavoro in sostituzione di Esther McVey.

20 novembre. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, ha minacciato di porre il veto sulla Brexit se la trattativa su Gibilterra, territorio storicamente rivendicato da Madrid, non verrà negoziata separatamente.

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