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America Latina: 7 giorni in 300 parole

ARGENTINA

19 novembre. L’Argentina vuole competere con Cile e Uruguay nel processo di conversione all’energia rinnovabile. Il governo Macri prosegue, dunque, l’azione del proprio predecessore e, attraverso il programma RenovAr, ha dimostrato di volere aumentare la produzione di energia pulita dal 3 al 20% entro il 2025. Un progetto ambizioso, che sfrutta la geografia locale, dove nel Sud del Paese si avrebbe il vento costante della Patagonia e nel Nord, il sole.

20 novembre. Dilma Rousseff, Cristina Kirchner si sono incontrate a Buenos Aires, prima del G20 sudamericano, alla sua prima edizione e fissato per il prossimo 30 novembre e 1 dicembre. Ai microfoni de EL MUNDO, il senior producer dell’evento, Claudio Albornoz, ha commentato: “si vogliono cogliere le diverse visioni a proposito di lotta per l’eguaglianza, la giustizia sociale e la democrazia, in un mondo complicato come quello che stiamo vivendo.”

HAITI

20 novembre. Scontri a Port au Prince e nelle principali città haitiane per manifestare contro la corruzione. Lo scandalo dei fondi Petrocaribe ha travolto, infatti, non solo 14 esponenti del precedente governo, ma ha coinvolto anche quello attuale. Richieste, dunque, con forza le dimissioni del presidente Jovenel Moise, accusato di non aver identificato i responsabili. Durante le manifestazioni sono morte almeno 10 persone.

MESSICO

21 novembre. Una rappresentanza di giornalisti messicani ha chiesto aiuto, presso il Parlamento europeo, 

nella lotta alla difesa della libertà di stampa, denunciando lo stato critico in cui vivono e lavorano. Intimidazioni e agguati sarebbero, infatti, costanti e testimoniati da alcuni corrispondenti arrivati in Europa insieme a gruppi che si occupano di diritti umani. Leopoldo Maldonado, vicedirettore regionale di  Artículo 19, ha dichiarato: “La stampa ha davanti due possibilità, che appartengono alla logica del sicariato: la plata o el plomo”.

VENEZUELA

19 novembre. Gli Stati Uniti stanno discutendo sulla possibilità di includere il Venezuela tra gli Stati sponsor del terrorismo, vista l’escalation di violenza nel Paese sudamericano. Il senatore repubblicano, Marco Rubio, in un’intervista al The Washington Post, avrebbe sostenuto che ci sarebbero legami con Hezbollah, con le Forza Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), con l’Ejercito de Liberación Nacional (ELN) e altri gruppi terroristici.

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