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Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

9 novembre. Un’ex marine ha aperto il fuoco durante una festa studentesca in corso nella città di Los Angeles, uccidendo 12 persone. Ian David Long, 28 anni e autore del gesto, dopo la sparatoria si è tolto la vita. Non è ancora chiaro il movente, ma lo sceriffo della Contea di Ventura, Geoff Dean, ha comunicato che il giovane avrebbe sofferto di disturbi mentali. Si tratta dell’ennesima sparatoria, che riapre il dibattito sul possesso delle armi da fuoco negli Stati Uniti.

9 novembre. Alla vigilia delle celebrazioni per il centenario dell’armistizio della Prima Guerra Mondiale, Donald Trump ha attaccato con un tweet la proposta di creare un esercito europeo di Emmanuel Macron: “è un grosso insulto, ma forse l’Europa dovrebbe prima pagare la sua quota alla Nato, che gli Stati Uniti sovvenzionano in gran parte”.

11 novembre. La California è devastata dalle fiamme. Il bilancio con il passare dei giorni è salito a 50 morti e 200 dispersi. Bruciando 505 km quadrati e contenuto solo del 35%, Camp Fire è considerato il più devastante e mortale incendio della storia della California. Favorito da una siccità senza precedenti, ha costretto più di 250 mila persone a lasciare le proprie abitazioni.

13 novembre. Amazon ha annunciato che aprirà due nuove sedi a New York e ad Arlington, in Virginia. In una vera e propria gara al miglior offerente di incentivi e sgravi fiscali, per ospitare il nuovo quartier generale di Amazon, si erano candidate 238 città del Canada e degli Stati Uniti. Una pubblicità enorme per il colosso dell’e-commerce.

14 novembre. Juul Labs, produttore leader di sigarette elettroniche negli Stati Uniti, ha ritirato dal mercato alcuni degli aromi più popolari per disincentivarne il consumo da parte dei giovani. La decisione è arrivata dopo che la Food and Drug Administration (FDA) aveva riportato “l’epidemico consumo delle sigarette elettroniche tra gli adolescenti” e richiesto che le società coinvolte provvedessero al contenimento di tale problema.

CANADA

14 novembre. I cittadini di Calgary hanno votato contro la candidatura della loro città per i Giochi Olimpici invernali del 2026. Secondo quanto riferito dal Calgary Herald, i voti contrari a ospitare le Olimpiadi sarebbero stati 171,750 (56,4%), i favorevoli 132,832 (43,6%). La decisione definitiva sul ritiro spetterà, tuttavia, al Consiglio municipale. Se l’esito del referendum dovesse essere confermato, rimarrebbero in corsa le città di Milano, Cortina d’Ampezzo e Stoccolma.

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