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L’inadeguatezza degli accordi di Dayton Nella Bosnia post-elezione regna il caos politico

Il 7 ottobre, la Bosnia è stata chiamata alle urne per eleggere i 3 Membri alla Presidenza. Gli Accordi di Dayton del 1995 stabiliscono l’amministrazione del territorio in due entità autonome: una serba, e una croato-bosniaca. Le tre comunità nazionali eleggono il proprio rappresentante alla Presidenza statale. Questo sistema, però, evidenzia gravi falle nella politica che spesso portano a una mancanza di cooperazione tra i 3 Presidenti.

Milorad Dodik è stato eletto come Membro della Presidenza dalla comunità serba. A Banja Luka, capitale dell’ente statale serbo, non è arrivata la netta vittoria che ci si aspettava, ma il suo partito è riuscito a mantenere la presidenza della Repubblica serba. La figura di Dodik potrebbe rappresentare un problema per l’unità del Paese in virtù del suo sostegno all’indipendenza dell’entità serba. Egli gode, inoltre, di un forte sostegno da parte di Putin che, secondo quanto riportato dalla rivista Foreign Policy, in realtà però vorrebbe mantenere lo status quo, poichè già notevolmente impegnato in Siria e in Ucraina.

Come rappresentante dei croati, invece, è stato eletto Zeljko Komsic. A Monstar, l’11 ottobre, però, centinaia di croati si sono riversati in strada urlando “Non il mio Presidente”. La manifestazione, capeggiata dallo sfidante nazionalista alle presidenziali Dragan Covic, voleva alzare la voce contro un sistema elettorale ai suoi occhi illegittimo: l’elezione del più moderato Komsic sarebbe stata influenzata dalla maggioranza bosniaca, che gode del diritto di voto anche del rappresentante croato. Alle proteste, Komsic ha risposto inviando una lettera alle autorità europee, in cui assicura la legittimità e la trasparenza delle elezioni, sottolineando la volontà di una duratura partnership con l’UE.

Infine, Sefik Dzaferovic rappresenterà la comunità bosniaca alla Presidenza. Egli sostituisce Bakir Izetbegovic, presidente per due mandati consecutivi, ma ha affermato di volerne seguire le orme e la politica. Secondo Radio Free Europe, Dzaferovic potrebbe favorire maggiori rapporti con la Turchia e con investitori arabi nel paese. Anche per lui, sono arrivate critiche soprattutto dal Primo Ministro della comunità serba, Zeljka Cvijanovic, che lo accusa di essere un criminale di guerra. Dzaferovic, in una lettera a Cvijanovic, chiede il ritiro immediato delle accuse perchè menzognere sul suo ruolo nella guerra jugoslava.