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El Chapo in giudizio negli Stati Uniti L’estradizione potrebbe aver avuto un risvolto politico

Questo martedì ha avuto inizio a New York il processo a Joaquín Guzmán Loera, più noto con il soprannome di El Chapo, parola che nel gergo messicano indica un “piccoletto”. Ma a discapito del nomignolo rasserenante, è noto in tutto il mondo per i processi che lo hanno visto sul banco degli imputati con l’accusa di gestire il narcotraffico tra Messico e Stati Uniti, nonché per le sue ripetute evasioni dalle carceri messicane. Ora, negli Stati Uniti, dovrà difendersi da 17 diversi capi d’accusa (collegati alle 155 tonnellate di cocaina che avrebbe trasportato oltre il confine), davanti alla Corte federale di Brooklyn.

L’estradizione di El Chapo dal Messico agli USA avvenuta l’anno scorso nascondeva un contenuto politico: è stata infatti concessa il 20 gennaio 2017, il giorno in cui Trump assunse la presidenza, giusto qualche ora prima che Barack Obama lasciasse l’incarico.

Non hanno voluto dare la vittoria a Donald Trump” ha spiegato a BBC l’esperto di sicurezza Alejandro Hope. “L’estradizione è avvenuta nel primo momento legalmente possibile e politicamente praticabile. È stato come dire: va bene, lo estradiamo, ma Trump non indossi la medaglia.” Hope ha sottolineato che “la decisione era stata presa da un anno, indipendentemente dal processo elettorale statunitense.”

Jorge Chabat, professore del CIPE (Centro di investigazione e insegnamenti economici del Messico) ha dichiarato: “Si tratta di una coincidenza troppo grande per sostenere che non ci sia stata  intenzione politica, l’intenzione del governo messicano è mandare il messaggio che ci può essere collaborazione, e che anche Trump, se collabora con il Messico, potrebbe avere una relazione fruttifera in tema di sicurezza”. Chabat ha poi fatto notare che il primo messaggio non esclude il secondo: “potrebbe voler comunicare che El Chapo viene consegnato ad Obama, ma al tempo stesso che stiamo collaborando, per far capire a Trump che il Messico può essere un buon alleato anziché un antagonista”.

In seguito all’estradizione, concessa con l’unica condizione di non condannarlo a morte, il Governo messicano si era tuttavia premurato di precisare che non c’era alcuna relazione tra l’estradizione e l’elezione di Trump.

Ora El Chapo sarà giudicato da 12 membri della giuria popolare, accompagnati da una scorta e  identificati solo con un numero, come misura di sicurezza. Gli avvocati della difesa hanno già contestato le elevate misure di protezione adottate nei confronti dei giurati, in quanto li farebbero sentire in pericolo e condizionerebbero la percezione della pericolosità dell’imputato.