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Corea del Sud: scossa all’equipe economica Il Presidente rimuove dall’incarico il Ministro delle Finanze e il capo del suo staff politico

Il presidente della Corea del Sud Moon Jae-In ha rimosso dall’incarico il ministro delle Finanze Kim Dong-yeon e il capo del gabinetto in carico della politica presidenziale Jang Ha-sung. A prendere il loro posto saranno due membri dell’attuale governo: a Hong Nam-ki, già a capo dell’ufficio di coordinazione del governo, andrà il Ministero delle Finanze, mentre Kim Soo-hyun, consigliere agli affari sociali del presidente Moon, sostituirà Jang. A dare l’annuncio venerdì 9 novembre il portavoce del presidente, Yoon Young-chan, durante una conferenza stampa televisiva.

Il governo ha chiarito che questa decisione mira a rafforzare le politiche economiche già intraprese che mirano ad instaurare una vera democrazia economica, ribaltando il modello di crescita basato sulle esportazioni e gli investimenti dei grandi conglomerati sudcoreani.

Furono proprio i cosiddetti chaebols ad offrire una scappatoia alla povertà nella quale il Paese rischiava di cadere dopo la guerra tra le due Coree. Negli anni 90, grazie ai notevoli privilegi garantiti dallo Stato coreano, alcune tra le mega ditte come Samsung, Hyundai e LG hanno avuto modo di svilupparsi notevolmente. I chaebols sono caratterizzati da un modello economico basato su investimenti tentacolari e su un allargamento continuo delle proprie sfere di attività. Le posizioni manageriali più importanti vengono occupate dai familiari del capo. In questo modo, tuttavia, la maggior parte delle ricchezze prodotte nel Paese restano concentrate e trasmesse all’interno degli stessi nuclei familiari, lasciando poco margine di mobilità sociale per gli altri cittadini.

Ad ogni modo, il governo mira a promuovere un nuovo modello economico basato sulla crescita trainata dal redditoattraverso l’aumento del salario minimo del 30% entro due anni, la diminuzione della ore lavorative settimanali, che ad oggi hanno subito un taglio del 25%, e la lotta alla precarietà favorendo l’assunzione a tempo indeterminato.

Secondo l’uscente Ministro delle Finanze le politiche intraprese, alle quali sarebbero da imputare il rallentamento della crescita e un tasso di disoccupazione in crescita del 3,8%, andrebbero riviste. Jang, al contrario, avrebbe appoggiato le scelte adottate dal presidente Moon.

La questione economica rappresenta un tassello fondamentale del progetto politico di Moon. Eletto lo scorso maggio per aver promesso di ridurre le disuguaglianze in un Paese dominato per anni dall’elite economica, il Presidente ad oggi vede il suo tasso d’approvazione cadere dall’84% al 54%, secondo un sondaggio condotto dalla compagnia Gallup Korea.