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Asia e Oceania: 7 giorni in 300 parole

CINA

12 novembre. In occasione della visita del primo ministro cinese Li Keqiang, Cina e Singapore hanno concluso una serie di accordi, tra cui il miglioramento del precedente accordo commerciale di libero scambio, volto a garantire alle imprese singaporiane maggiore accesso al mercato cinese. Cina e Singapore hanno giustificato tale miglioramento dei loro rapporti commerciali sostenendo di volere entrambi un “maggiore multilateralismo e libero scambio”, per salvaguardare la precaria stabilità della situazione nel Mar Cinese Meridionale. Li Keqiang ha, inoltre, ribadito di fronte ai membri dell’ASEAN tale necessità di multilateralismo e di collaborazione, fondamentali per risolvere le dispute territoriali in corso tra i vari Paesi asiatici.

MALESIA

13 novembre. La Malesia abolirà la pena capitale prevista per 32 reati, compreso l’omicidio. Inoltre, il governo si è impegnato a garantire la piena indipendenza alla Commissione Indipendente per la denuncia e cattiva condotta della polizia (IPCMC).

MYANMAR

12 novembre. L’ONG Amnesty International ha revocato il premio “Ambasciatrice della coscienza” assegnato a Aung San Suu Kyi nel 2009, considerata come una delle più importanti onorificenze nel campo della lotta per i diritti umani. Stando alle parole di Kumi Naidoo, segretario generale dell’organizzazione, “Aung San Suu Kyi non rappresenta più un simbolo di coraggio, di speranza e di imperitura difesa dei diritti umani”. Queste parole sono state pronunciate in riferimento alla sua criticata gestione della crisi dei Rohingya. L’attuale Consigliere di Stato, nonché Ministro degli Affari Esteri e Ministro dell’Ufficio del Presidente, è accusata di aver tradito i valori per i quali era stata premiata e per i quali aveva, inoltre, ricevuto il premio Nobel per la Pace nel 1991.

14 novembre. Mike Pence, vicepresidente degli Stati Uniti ha incontrato Aung San Suu Kyi in occasione del summit ASEAN. Pence ha fortemente criticato la politica della leader birmana nei confronti della minoranza musulmana, di cui circa 720 000 hanno lasciato il Myanmar dal 2017. Secondo il Vicepresidente Pence, il governo birmano “non ha scuse per le violenze perpetrate contro i Rohingya”.

SRI LANKA

14 novembre. La crisi politica in Sri Lanka si è aggravata dopo che il primo ministro Mahinda Rajapaksa e il proprio governo sono stati sfiduciati dal Parlamento. Tuttavia, il presidente Maithripala Sirisena e i deputati del partito di Rajapaksa non riconoscono il voto, da loro considerato invalido.

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