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America Latina: 7 giorni in 300 parole

CUBA

14 novembre. Il Ministerio de Salud Pública di Cuba ha deciso di interrompere il proprio contributo al programma Más Médicos in Brasile a causa delle dichiarazioni del neopresidente Bolsonaro, intenzionato ad apportare delle modifiche al progetto. Tale decisione implica il rimpatrio di 11 mila medici cubani, che dal 2013 lavorano negli ospedali brasiliani.

MESSICO

13 novembre. Prosegue a New York il processo nei confronti del narcotrafficante Joaquin Guzmán Loera, noto come El Chapo. Secondo quanto affermato dalla difesa, l’arresto di El Chapo sarebbe stato utilizzato dal governo messicano per ottenere consensi a livello internazionale. Tuttavia, secondo gli avvocati del narcotrafficante, il vero leader del cartello di Sinaloa sarebbe sempre stato Ismael Zambada García, sfuggito all’arresto.

13 novembre. Prosegue l’avanzata della carovana dei migranti partita dall’Honduras il 13 ottobre e diretta negli USA. Arrivati in Messico, si sono generati più gruppi, diretti verso località differenti: un cospicuo numero di migranti si è recato verso l’area metropolitana di Guadalajara, un altro gruppo ha raggiunto, invece, la capitale Città del Messico. L’ultimo obiettivo dei migranti rimane quello di varcare il confine tra il Messico e gli Stati Uniti d’America.

NICARAGUA

13 novembre. La Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) ha chiesto che vengano adottate misure cautelari nei confronti di 7 donne detenute in Nicaragua per la loro partecipazione alle proteste contro il regime instaurato da Daniel Ortega. La CIDH ha chiesto al Presidente del Nicaragua che venga garantita l’integrità fisica delle detenute. Secondo il Centro Nicaragüense de Derechos Humanos (CENIDH) sarebbero quasi 600, le persone arrestate con l’accusa di aver partecipato alle proteste contro Ortega.

VENEZUELA

14 novembre. Secondo la ONG International Rescue Committee (IRC) i venezuelani che hanno raggiunto la Colombia potrebbero duplicarsi, nel numero, nei prossimi 6 mesi raggiungendo i 2 milioni. La IRC ha, inoltre, sottolineato, nel proprio report, il fondamentale sostegno prestato dal governo colombiano, che continua ad accogliere famiglie colpite da pessime condizioni economiche e sanitarie.

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