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L’Unione Europea contro le plastiche monouso Divieto al consumo entro il 2021

Lo scorso 24 ottobre, il Parlamento europeo ha approvato nuove regole sull’utilizzo delle plastiche monouso, al fine di ridurre i rifiuti marini. Infatti, secondo alcuni studi condotti dalla Commissione europea e dal Servizio di ricerca del Parlamento europeo, il 49% dei rifiuti marini è costituito da plastiche monouso, il 27% da plastiche provenienti da materiali da pesca, il 6% da altre plastiche mentre solo il 18% dei rifiuti sono non plastici.

Attualmente, negli oceani sono presenti oltre 150 milioni di tonnellate di plastica, le cui conseguenze negative si riflettono non soltanto sulla vita marina, con il degrado degli habitat e i rischi per le specie animali che vivono in mare, ma anche per la salute umana, a causa dell’esposizione alle sostanze chimiche attraverso l’alimentazione. Dal punto di vista economico, il costo stimato dei rifiuti marini è di svariati milioni di euro, soprattutto a scapito dei settori ittico e turistico. Per non parlare dei danni che le plastiche causano al clima: basti pensare che, in termini di emissioni di anidride carbonica, riciclare un milione di tonnellate di plastica equivarrebbe a togliere un milione di auto dalle strade.

In particolare, la proposta votata dal Parlamento europeo prevede il divieto totale del consumo nell’UE di quei prodotti monouso in plastica, di cui è già disponibile sul mercato una versione alternativa: cottonfioc, bicchieri, piatti, posate, cannucce, bastoncini per palloncini, miscelatori per bevande. Questi prodotti, infatti, costituiscono il 70% dei rifiuti marini. Gli eurodeputati hanno aggiunto alla lista dei prodotti da vietare anche i contenitori per cibo da fast-food in polistirene.

La decisione del Parlamento europeo, approvata con 571 voti a favore, 53 contrari e 34 astensioni, ratifica una proposta della Commissione europea, risalente allo scorso maggio.

La Direttiva impone che i prodotti usa e getta siano fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili. È inoltre prevista la riduzione, entro il 2025, del consumo di contenitori di alimenti del 25% e del 50% per i filtri di sigaretta contenenti plastica.

Tra gli obiettivi proposti, il cui raggiungimento è previsto entro il 2025, vi sono anche la raccolta del 90% delle bottiglie in plastica, tramite il sistema del vuoto a rendere, e l’obbligo di etichettatura per gli assorbenti igienici, le salviette umidificate e i palloncini. Il fine è di informare i consumatori sulle corrette modalità di smaltimento di tali rifiuti, nonché di sensibilizzarli sugli effetti negativi dei rifiuti in plastica sull’ambiente. I singoli Stati membri, poi, devono impegnarsi a raccogliere ogni anno almeno la metà del materiale da pesca in plastica e riciclarne non meno del 15%.

Inoltre, si applica ai produttori la cosiddetta responsabilità estesa per lo smaltimento di una serie di oggetti, fra cui: involucri, filtri di sigarette, salviette umidificate. Sui produttori graveranno, infatti, i costi relativi alla gestione dei rifiuti, inclusi raccolta, trasporto e trattamento degli stessi, nonché le spese per la pulizia delle coste e dei mari.

Il prossimo passo verso l’approvazione del testo finale è il raggiungimento di un accordo tra i ministri degli Stati membri, cosicché si possa dare inizio ai negoziati tra il Parlamento europeo ed il Consiglio.

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