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Paulo Guedes: il braccio destra di Bolsonaro Ritratto e programmi del nuovo Ministro dell’Economia brasiliano

Il 28 ottobre 2018 è già passato alla storia come la data in cui Jair Bolsonaro, candidato di estrema destra del Partito Social-liberale, è diventato il 28esimo Presidente della Repubblica Federale del Brasile, dopo aver battuto la concorrenza del candidato del Partito dei Lavoratori, Fernando Haddad, con il 56% dei voti.

Nel contesto di un Paese con 13 milioni di persone disoccupate, Bolsonaro ha basato la propria campagna elettorale sulla difesa della sicurezza nazionale e sulla critica dei partiti tradizionali, corrotti e non più orientati al soddisfacimento degli interessi del popolo, ponendosi così come un candidato populista, antisistema e rivoluzionario.

La particolarità del nuovo Presidente del Brasile è emersa in diverse occasioni, con idee controverse che hanno smosso i sentimenti dell’opinione pubblica mondiale. Significativo, poi, che su un tema estremamente rilevante come l’economia, egli abbia dichiarato, in un’intervista rilasciata al quotidiano O Globo, che “non si intende di numeri e programmi di sviluppo”, e che per questo non se ne occuperà in prima persona.

Le politiche economiche di Brasilia saranno infatti gestite dal 79enne Paulo Guedes. Nato a Rio de Janeiro, il guru economico di Jair Bolsonaro si è laureato all’Università di Chicago, dove è venuto in contatto con i Chicago Boys, i riformisti liberali americani guidati da Milton Friedman, tanto da essere considerato a tutti gli effetti un loro discepolo.

Nel corso della sua carriera, è stato il fondatore del think tank liberale Millenium e della Banca Pactual, oltre a essere socio dell’impresa Bozano Investimentos. Inoltre, lavora per il giornale O Globo, dove regolarmente pubblica il proprio il proprio pensiero economico e politico. Crede nella morte della vecchia politica” e nella nascita di “una nuova grande società aperta, fattori che lo hanno avvicinato al nuovo Presidente del Brasile.

Per quanto riguarda la sua visione dello Stato, essa può essere riassunta nella frase da lui pronunciata “quanto menor, melhor”. Guedes considera quello brasiliano uno ‘Stato disfunzionale’, succube della burocrazia, con un modello centralizzato ereditato dai tempi della dittatura militare. Questo sistema, secondo il liberale brasiliano, è il principale colpevole, insieme alla vecchia classe politica, dell’attuale situazione del Paese, con un debito enorme pari al 77,3% del PIL, aggravato da circa 88 miliardi di euro all’anno di interessi.

La particolarità della sua proposta, quindi, si riassume nella volontà di riformare totalmente il sistema di assistenza sociale e il sistema pensionistico, rendendo quest’ultimo un regime a capitalizzazione individuale. Inoltre, il suo programma economico prevede la privatizzazione di tutte le imprese statali, tra cui la Banca del Brasile e la società petrolifera Petrobras. Infatti, secondo l’economista originario di Rio de Janeiro, i contributi pubblici “riducono la competitività delle imprese, fabbricano diseguaglianze sociali e minacciano la crescita dell’economia”.

In linea col suo orientale liberale, il futuro Ministro dell’Economia prevede, infine, la riduzione delle tariffe doganali all’importazione, la revisione delle barriere non tariffarie e, parallelamente, la creazione di accordi bilaterali internazionali. Attraverso tutte queste misure, Guedes ha promesso di azzerare il deficit fiscale nel giro di un anno.