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USA: possibile stretta sui diritti dei transgender Il sesso sarebbe determinato esclusivamente alla nascita

In un articolo pubblicato domenica scorsa 21 ottobre dal New York Times, è stata rivelata l’esistenza di un memorandum del Dipartimento per la Salute che propone una definizione restrittiva di genere, basata sui genitali della persona alla nascita. Una decisione che considererebbe il genere come una condizione esclusivamente biologica e, dunque, immutabile.

Ciò porterebbe all’eliminazione del riconoscimento federale di circa 1.4 milioni di cittadini che si identificano in un genere diverso da quello di nascita. Qualsiasi controversia sul genere, secondo quanto scritto nel memorandum, dovrebbe essere risolta unicamente con l’ausilio di test genetici ‘affidabili’.

Immediata la mobilitazione della comunità LGBTQ, che ha già organizzato due manifestazioni, a New York e a Washington, e lanciato l’hashtag #WontBeErased sui social media. “C’è stata una risposta così massiccia perché questo attacco sta essenzialmente cercando di cancellare la comunità trans da questo Paese”, ha affermato Sarah Kate Ellis, presidente e AD di Glaad, un gruppo di difesa delle persone LGBTQ.

L’amministrazione Trump non è nuova a questo tipo di decisioni nei confronti della comunità LGBTQ: a poco più di un mese dall’insediamento alla Casa Bianca, il Presidente americano ha revocato una norma del proprio predecessore Obama, la quale permetteva agli studenti di utilizzare i bagni e gli spogliatoi che preferivano in base alla propria identità di genere. Lo scorso anno, Trump ha inoltre cercato di impedire alle persone transgender di prestare servizio militare. Tuttavia, questa sarebbe la mossa più drastica finora realizzata contro la fluidità di genere, promossa da Obama nella legge sulla Salute nazionale.

La nuova definizione avanzata verrebbe applicata a due leggi attualmente in attesa di approvazione alla Casa Bianca: la prima riguarda i programmi e le attività sanitarie che ricevono sussidi o fondi federali; la seconda concerne il divieto di discriminazione di genere nelle scuole e nelle università che ricevono assistenza finanziaria governativa.

Le persone transgender sono spaventate”, ha dichiarato Sarah Warbelow, direttrice legale della Campagna per i diritti umani. In attesa di sapere se questa proposta verrà accettata, diverse agenzie hanno già disapplicato di fatto le leggi che l’amministrazione Obama aveva introdotto per tutelare l’identità di genere nelle scuole, nelle carceri e nei rifugi per i senzatetto.

I cittadini appartenenti a gruppi minoritari stanno vivendo sulla propria pelle una crescente restrizione, se non un vero e proprio annullamento, dei propri diritti.

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